Stagioni al Sirente 2021
CARICAMENTO

STAGIONI AL SIRENTE

LETTERE PER I PICCOLI BORGHI

III EDIZIONE

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LUOGHI

TIONE DEGLI ABRUZZI

Tione degli Abruzzi è un comune di poco meno di 300 abitanti a circa trenta chilometri dall’Aquila, nella media Valle dell’Aterno, di origine medievale, che partecipò alla fondazione del capoluogo abruzzese. Tione, con le frazioni di Goriano Valli e Santa Maria del Ponte offre importanti siti storico artistici da visitare, quali  la torre medievale di Tione stesso, con ruderi delle mura di cinta del borgo fortificato e le chiese di S. Nicola del (XIV sec.) e di S. Vincenzo (XVII sec.), il recinto castellato con torre di avvistamento a pianta circolare di Goriano Valli e il borgo fortificato di Santa Maria del Ponte, con tratti di mura e le due porte di accesso con arco gotico. Tra Tione e Santa Maria del Ponte vi è la Colleggiata, con resti dell’antica chiesa del XII secolo inglobati nell’attuale complesso religioso, che conteneva opere d’arte, tra le quali il Trittico di Beffi e il Presepe di Tione di Saturnino Gatti, oggi conservate al MUNDA (Museo Nazionale d’Abruzzo). Il piccolo borgo, che ha vissuto uno spopolamento importante durante gli anni cinquanta, punta oggi ad essere attrattivo per turisti e nuovi abitanti.

PAGLIARE DI TIONE

Le Pagliare di Tione sono insediamenti rurali nel cuore del Parco Regionale Sirente Velino, a mille metri di altitudine, abitati in passato da primavera fino all’autunno inoltrato dai pastori e dalle loro famiglie, che vi si trasferivano insieme alle greggi, che restavano al pascolo estivo. Case di pietra calcarea scavata in loco, che formano un piccolo borgo spontaneo, le Pagliare sono rimaste pressoché intatte negli anni e offrono oggi un panorama unico nell’appennino abruzzese. Lo scrittore Massimo Lelj le ricorda così: “Si diceva la pagliara per indicare quel gruppo di casolari, stalle e pagliai che per sei mesi dell’anno restavano vuoti, chiusi, abbandonati nella distesa solitudine della neve, sull’altipiano, assiderati dal vento, dagli urli del bosco e dei lupi, si tenevano affiancati e stretti aspettando, come fanciulli, che quella lunga notte fosse passata, sognando il ritorno degli uomini e delle stagioni”. Fin dalla prima edizione di Stagioni al Sirente le Pagliare sono sede di incontri, dibattiti ed escursioni. In loco opera l’Associazione Il Melo di Nonno Dario, che in una pagliara recuperata preservandone l’originalità, offrono attività turistiche e culturali agli associati italiani e stranieri.

IL FIUME ATERNO

Nel sistema idrografico nazionale l’Aterno, pur essendo il maggior fiume d’Abruzzo, non ha un ruolo di rilievo e soprattutto negli ultimi anni vive una crisi idrica che ne mina seriamente la sopravvivenza. È però senza dubbio una straordinaria via d’acqua lungo la quale nel corso dei millenni si è sviluppata una civiltà fluviale, che lascia tracce evidenti in ogni borgo sorto sulle sue sponde in spazi e tempi diversi. Il fiume, dalle sorgenti nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, fino alla confluenza col fiume Pescara, delinea ambienti naturali di una biodiversità unica e a tratti conserva segni del tempo e degli uomini, che si sono dissetati alle sue acque, praticamente intatti. Nella narrativa di Massimo Lelj e Giovanni Titta Rosa, ha un suo spazio essenziale, come elemento fondante della civiltà stessa, della vita stessa, che non può fare a meno dell’acqua e del suo fluire.